PAGELLONE FINALE - Stagione 2015-2016

Alla fine ce l’abbiamo fatta. Con fatica, col brivido, rimontando contro ogni pronostico. Forse proprio per questo nel modo più bello.

Ed ora, finalmente, il PAGELLONE DELLA STAGIONE

Alzatori:

EMANUELE CARPENTIERI. la manine sante e la velocità gli hanno permesso di mettere un milione di pezze a colori su ricezioni e appoggi omicidi. Difende come un gatto selvatico, galvanizzando tutta la squadra.  Ogni tanto sclera soprattutto quando gli capita di giocare in palestre o palazzetti un po’ più alti del “Travi Basse”; la sequenza è la seguente: primo candelotto a banda, secondo candelotto ancora più alto a banda, esplosione di Coach Nupieri (detta “miccia corta”), sclerata di Carpentieri. MOMENTO CONTROVENTO: il bacio del bicipite, soprattutto dopo un ace decisivo nell’ultima gara. IMMENSO – VOTO 9

ANDREA VIGNOLO. La discontinuità fatta alzatore, mai una palla uguale all’altra, alzate impossibili perfette e palleggi facili spediti sulla trave con cui ha combattuto tutto l’anno, uscendo respinto con perdite. Mobile come un tricheco in franchigia, ha nella scelta di distribuzione il suo punto di forza, logica ma mai banale. Come le pagelle… MOMENTO CONTROVENTO: le pagelle! PAGELLATORE – VOTO 7

LUCA DEL BASSO. Esempio di grande disponibilità e sacrificio per il bene della squadra, accetta di giocare in un ruolo nuovo, delicato e superspecialistico. A inizio stagione fatica tecnicamente, anche perché le avverse circostanze gli permettono un solo allenamento a settimana, poi sale di gara in gara, soprattutto se il Coach schiera la squadra col doppio palleggiatore, dando modo al nostro di tirare niente male. MOMENTO CONTROVENTO: l’inimitabile rito pre-battuta: postura leggermente laterale, passo di twist, manina alta che imita la farfallina e poi la botta. DANZANTE – VOTO 7

MAURO PRATESI. Saggio, professionale, continuo e preciso, irride l’anagrafe mantenendo un fisicaccio da trentenne. Peccato che gli impegni da allenatore ne limitino molto la presenza in allenamento e soprattutto in gara, dove più di una volta sarebbe servito come il pane. MOMENTO CONTROVENTO: il riscaldamento in controtendenza, tutti cazzeggiano e lui imperterrito esegue tutti gli esercizi nell’esatto ordine. TEUTONICO – VOTO 7

Opposti:

SIMONE MICCOLI. Giocare con un opposto così facilita di tanto il compito dell’alzatore. Tira di tutto. Nelle gare in trasferta talvolta non riesce ad esprimere tutto il suo potenziale, anche perché è uno che sente molto la gara. Ma nei momenti decisivi è una sentenza. MOMENTO CONTROVENTO: ce ne sarebbero molti, dalla megasclerata con la Coach, ai siparietti con Gianfranco; ma il top è la super busta giocata nel punto decisivo del set decisivo della gara decisiva, dopo un anno in cui mai e sottolineo MAI aveva fatto un pallonetto, roba che manco il gol di Grosso ai mondiali. PIETRA ANGOLARE – VOTO 9

MAURIZIO GIOIA. Intelligenza pallavolistica allo stato puro, e non è solo una questione di esperienza, che ovviamente sovrabbonda. Sempre pronto ed efficace, ha singolari capacità paranormali di previsione delle azioni dalla panchina, non sarebbe male se ogni tanto ci desse qualche combinazione di numeri per il superenalotto. Ammirevoli le mise esibite con classe, prima tra tutte la maglia modello “Zeno Colò” della prima partita della stagione. MOMENTO CONTROVENTO: da buon tennista, fa precedere l’attacco forte sulla parallela dall’urletto modello Sharapova. STILOSO. VOTO 8

MARCO LACALAMITA. Il Mandrake dagli occhi a mandorla, sorriso magico e astuzia felina. Elemento fondamentale non solo in campo ma anche nella costruzione dello spirito di squadra che ha portato alla vittoria. Tecnicamente è uno dei pochi in grado di guardare e tirare esattamente dove c’è il buco, magari non tirando forte una palla facile ma piazzandola per il punto. Qualche problemino fisico ne ha limitato il rendimento, comunque tanta roba. MOMENTO CONTROVENTO: la nocchiata, vero marchio di fabbrica made in China. LA CINA E’ VICINA. VOTO 7

MAURO MONACO. un grido solo erompe dalla gente Cotroventista, una sola voce unisce i cuori: AVVOCATO CAPITANO, AVVOCATO CAPITANOOOOO! L’inimitabile Capo-cazzaro è l’anima della Controvento. E malgrado le primavere numerose, tecnicamente è ancora una bella bestiola che tiene il campo con baldanza aggressiva. MOMENTO CONTROVENTO: sarebbero troppi da elencare, praticamente ogni singolo minuto passato con la squadra. Dovendo scegliere, il colpo di testa a Torbella. UNICO –  VOTO 10

Centrali:

ALESSANDRO CIALDELLA.  Limitativo catalogarlo in un ruolo, li sa fare tutti. Parliamoci chiaro: alla faccia dei 50 anni è proprio forte, ma forte forte forte. La cosa che piace di più è la discrasia tra la figura di allenatore/educatore ecumenico e controllato e quella del giocatore con la vena chiusa alla minima occasione, soprattutto nel rapporto con gli arbitri. Meglio la seconda. MOMENTO CONTROVENTO: il primo tempo est-europeo; ecco la sequenza: Alexej Cialdellov parte per la rincorsa dagli spogliatoi, il malcapitato alzatore non lo vede e tira su una chilomba a un metro e mezzo dal nastro, Cialdellov arriva incredibilmente in anticipo, non trova la palla, opera una innaturale torsione e vai col bilanciere anni ’70! Cade sempre. BULGARO. VOTO 9

FEDERICO GRELLI. Ogni tanto ci scordiamo che è il primo anno che gioca a pallavolo. Sarà perché il nuoto agonistico gli ha stampato un fisico pazzesco, sarà perché si allena sempre dando il meglio, sarà perché è un ragazzo a cui è assolutamente impossibile non volere bene, sarà quello che vuoi, ma è diventato a ragione una colonna portante della squadra. Con margini di miglioramento stratosferici. MOMENTO CONTROVENTO. Il rapporto perlomeno tormentato con la sua arbitra preferita, la famosa Madonna di Civitavecchia ovvero l’arbitra piangente. IL FUTURO – VOTO 8

ALESSANDRO FIORAVANTI. Sembra sempre che sia capitato in palestra per caso, soave e sorridente, poi parte, accende i retrorazzi e BUM!. Poche volte ho visto una potenza di salto così. Tecnicamente vale il discorso fatto per Federico, ha fatto progressi enormi e può ancora migliorare tantissimo. MOMENTO CONTROVENTO. In realtà ce lo siamo perso, dobbiamo però fidarci del Capitano. La sua faccia quando ha capito che il suo Capitano era anche il suo aguzzino e carnefice Professore nella bolgia infernale della Facoltà di Ingegneria. ESPLOSIVO – VOTO 8

ALESSANDRO ZANGARI.  Fondamentalmente è un atleta del gruppo misto, ma le poche volte che è stato con la squadra si è fatto benvolere sia per doti umane che pallavolistiche. In campo è uno che dà il 110% in tutti i fondamentali. Grande agonista, ha uno dei tempi di muro migliori di tutti. MOMENTO CONTROVENTO. Quando urla prima dell’azione “palleggio seconda”, sicuramente farà invasione tentando di murare l’alzata col palleggiatore a due metri dalla rete… VOLITIVO – VOTO 7

GIANMARCO ACHILLI. A parte che fa il gelato più buono del mondo, è stato uno degli indiscussi protagonisti della stagione. Non solo perché è un ottimo giocatore con una mezza al centro di rara e letale efficacia, ma perché è una persona vera, come ce ne sono rimaste poche. Uno di quelli che ancora dà all’amicizia il valore più alto di tutti. MOMENTO CONTROVENTO. Facile. “Dopo parliamo” “ No, dopo te meno proprio!” LEGGENDARIO – VOTO 10

Libero:

GIANNI LOMBARDO.  È l’unico essere umano che assume aria dalle orecchie, così riesce a parlare ininterrottamente senza respirare. La cosa bella è che è sempre, ma sempre divertente e originale. Un grandissimo. In campo ha avuto momenti di difficoltà, ma nelle gare pesanti, come l’ultima, è sempre stato tra i migliori, evidenziando tra le altre cose un’umiltà assolutamente rara per una persona così valida. MOMENTO CONTROVENTO: Il citato aperitivo con gli amici sugli spalti prima del set più importante dell’anno: Gianni è così. SCANZONATISSIMO VOTO 8

Martelli:

MASSIMILIANO DI PIETRO.  Non me vogliano tutti gli altri, ma per me il pistolero è l’MVP della stagione. Una roba almeno di tre categorie superiori. Devastante in tutti i fondamentali d’attacco, battuta compresa. MOMENTO CONTROVENTO: dopo 3 fischioni senza senso sulla diagonale, la cazziata fatta alla moglie seduta sulla perfetta direttrice della parallela col neonato – bersaglio in mano. Esilarante. IL MIGLIORE. VOTO 10

GIANFRANCO GARGANO. Altro elemento fondamentale, non solo in campo, dove esprime un eclettismo incredibile perche tecnicamente sa fare tutto, ma proprio tutto, ma anche se non soprattutto nella grandissima capacità di creare aggregazione, con la sua simpatia e spontaneità. In campo poi piace il suo atteggiamento guascone, sempre al limite tra lo sport e il numero circense. MOMENTO CONTROVENTO: recupero impossibile di Miccoli, lui tira un terzo quadretto piedi a terra e si rivolge all’oppostone ancora a terra dicendo “ma non me la potevi dare un po’ più alta”? CACIO E PEPE. VOTO 9

FRANCESCO BENEDETTO. Un uomo di così rara intelligenza non può che essere un atleta incredibilmente allenabile e una figura di riferimento per tutta la squadra. Mai il grado di Capitano fu onorato così degnamente. In campo ha i fondamentali bassi migliori di tutti, quando imbrocca pure la battutaccia al salto diventa letale. In attacco ovviamente gioca così come è: intelligente. MOMENTO CONTROVENTO: tutte le volte che nel casino totale, si è recato dall’arbitro con la caratteristica lenta camminata sulle punte tipo etoile, con calma serafica e tono pacato. C’È SOLO UN CAPITANO. VOTO 8

GIANLUIGI PERSONE’. Anche lui è stato fortemente limitato dagli impegni di lavoro, ed è stato un gran peccato, perché offensivamente regge il confronto col pistolero; in ricezione qualche alto e basso, però quando ha trovato un minimo di continuità con gli allenamenti ha disputato veramente della ottime gare, soprattutto a inizio stagione. MOMENTO CONTROVENTO. La capacità di accelerare l’ultimo passo della rincorsa per attaccare palle francamente impossibili. OFFENSIVO. VOTO 7

Coach:

CRISTIANA NUPIERI.  Riuscire a gestire un gruppo come questo, con un numero osceno di allenatori, un’età media inquietante e un numero di potenziali rompicoglioni clamoroso è stata un’impresa da premio allenatore dell’anno. Alla fine abbiamo vinto. E, cosa per niente banale, ci siamo divertiti tutti. Quando riuscirà ad allungare un po’ la miccia ed evitare “cambi creativi” soprattutto nei finali di set sarà pronta per categorie assolutamente superiori alle nostre. Credo di rappresentare il sentimento di tutti ringraziandola. VINCENTE – VOTO 9

  • PAGELLONE Ultima di campionato!

    Finale col botto con la Roma otto. E faccio pure la rima. Evidentemente la compagine di Torbella ci ispira: dopo i colpi di testa dell’andata, anche la gara di ritorno ha offerto numeri circensi di grande effetto scenico. Ma andiamo con ordine: già all’inizio si è capito che la serata sarebbe stata movimentata, vedendo entrare l’arbitra ormai soprannominata “la Madonna di Civitavecchia”, come ci si rivolge a lei piange. A ciò si aggiunga l’indole tranquilla e paciosa dell’allenatore avversario, descrivibile come Giobbe Covatta però alto 1.90 e incazzato a prescindere e la frittata è fatta. Tra i tanti numeri dello show, uno dei più riusciti è stata l’imitazione del semaforo da parte della Madonna, peccato che non avesse anche il cartellino verde sennò era perfetto. Gialli, rossi, gialli e rossi insieme, espulsione di Giobbe e vai così. Alla fine abbiamo vinto 3-0, ma la cosa va in subordine rispetto al CONTROVENTO’S GOT TALENT riassunto nel seguente PAGELLONE:

    MAX: tra lui e i virgulti torbellesi ci sono almeno 6 categorie di differenza, e in quasi tutta la gara non lo hanno mai neanche visto. Quasi. L’eccezione arriva sul 24-20 per noi alla fine del primo set, quando, pur avendo l’autostrada del Sole sulla parallela, il nostro pistolero tira tre fischioni forzatissimi sulla diagonale. Nell’incredulità generale, ad un passo dalla beffa, Max parte con un cazziatone alla moglie che seduta nella panca perfettamente in linea con la parallela, voleva a tutti i costi che il marito si esibisse nel clamoroso numero del lanciatore di pallonate al neonato. Una volta allontanata a furor di popolo la signora pistolera, finalmente Max la scoppia in lungolinea per finire il set. LANCIATORE MANCATO. VOTO 7

    MARCO: nel primo set impiegato da martello gioca bene, astuto in attacco e preciso in ricezione; stupisce però l’atteggiamento quasi democristiano: diffonde calma e invita i compagni a non accettare provocazioni, a non partecipare alla corrida che Giobbe Covatta stava cominciando seguito da pischelli e genitori torbellesi. Anche dalla panchina prosegue esortando all’amore fraterno; poi ad un tratto, complice un mancato fischio della Madonna di Civitavecchia, esplode la vera natura del Mandrake: “AAOOOOHHH DDOOOOPPPPPIIAAAAAAAAA!!!! PORXX XXXXXXX (censura)…. Da quel momento, per fortuna, torna in sè, a stento trattenuto dal Dirigente Cialdella. DOTTOR JEKYLL E MISTER HIDE. VOTO 7

    MAURIZIO: gioca da martello il terzo set praticamente senza manco sudare la maglietta, sciorina con la consueta eleganza qualche graziosa porcatella tipo battuta cortissima o mani e fuori in palleggio, tenendo il campo così come il capocomico tiene il palcoscenico, lasciando spazio all’attor giovine, ma tenendo per sè la battuta finale. PRIMO ATTORE. VOTO 7

    GIANMARCO: a lungo in lizza per l’ambito premio di mvp della gara, soprattutto per il numero esibito al secondo punto giocato come martello nel secondo set. Prima palla del set e sbaglia la posizione in difesa. Cristiana urlicchia e finisce lì. Secondo punto e identico errore. Cristiana, che come noto ha la miccia cortissima, esplode ed attacca con una cazziata a circa 250 decibel, tipo cassa del concerto degli U2, provocando la reazione del nostro: autocambio dopo 2 punti! Tutta la squadra interviene per convincerlo a rimanere, ma una volta scongiurato l’autocambio, ci si mette pure la Madonna di Civitavecchia: cartellino giallo al quarto punto! Per fortuna Cialdella versione Ghandi riesce a calmare il nostro eroe, che, tornando alla gara , ci fa vincere il set con una serie micidiale di battute sulla valvola. AUTOSOSTITUITO. VOTO 8.5

    MAURO P.: capitano più credibile del secondo set, dove gioca da par suo anche nello schema col doppio alzatore; non sbaglia una scelta manco se minacciato e diffonde serenità e convinzione. Battuta sempre micidiale. LA GARANZIA. VOTO 7








  • ANDREA: distribuisce in modo equanime nel primo set, con qualche errore, ma la vera gara comincia nel terzo, dove inopinatamente riveste i gradi di capitano in campo. Questo gli permette di esibirsi nel numero dell’aperitivo con la Madonna di Civitavecchia: in un momento di totale anossia cerebrale da fatica, per riposarsi ve lemme lemme sotto l’altare e, appoggiandosi indolentemente al palo della rete attacca un pippone sul fallo di formazione, con la Madonna che, ovviamente, abbocca e Giobbe che, altrettanto ovviamente, si incazza per la perdita di tempo. Gli mancava una sigaretta nella mano destra e un martini nella sinistra. Poco dopo pensa di rifare il numero, e parte verso il seggiolone per lamentarsi delle bestemmie dei torbellesi: in quello stesso istante, però, parte dalla nostra panchina una raffica di pesantissime accuse contro la Vergine (quella vera) da parte dell’mvp, con conseguente marcia indietro. AGITATO NON MESCOLATO. VOTO 7

    LUCA: si trova a suo agio con lo schema del doppio alzatore, palleggiando più preciso e, soprattutto, esibendosi nel numero della stecca diagonale a sorpresa, reiterata e dunque non casuale. In battuta alterna cose buone e altre meno, ma gioca proprio una bella gara. BILIARDISTA. VOTO 7

    GIANNI: gara un po’ in sordina del nostro ultimo baluardo; lo vediamo vacillare sotto i colpi violenti che, oramai è opinione di tutti, lo porteranno a cedere le armi e ad avviarsi verso la resa definitiva. Il pensiero della bandiera bianca evidentemente ne condiziona la prestazione, mentre riceve lo sentiamo ripetere come in trance “sì! lo voglio!”… e, con il sottofondo della marcia di Mendelssohn, la palla arriva ad altezza stinco al palleggiatore. MORITURO. VOTO 7 (di stima).

    FEDERICO: classica partita in cui un centrale può anche aprire un lettino e mettersi a prendere il sole in posto 3. Murare non serve, la ricezione e la difesa raramente permettono l’attacco al centro. Si limita a timbare il cartellino in battuta e con qualche primo tempo sporadico. Ha almeno tre volte la tentazione di recarsi all’altare della Madonna di Civitavecchia per reiterare il famoso “Bravissima!” ma si trattiene. TRATTENUTO. VOTO 7

    ALESSANDRO Z.: potrebbe fare come Federico, ma l’entusiasmo lo trascina. Fino all’applaudito numero dell’autocontraddizione. Chiama a gran voce “PALLEGGIATORE SECONDA!!!!”, per poi tentare di murare un palleggio a due metri dalla rete dell’alzatore avversario, facendo ovviamente invasione. A parte ciò, gara di sostanza soprattutto a muro. CICLONICO. VOTO 7

    ALEX: vedi Federico, però senza tentazioni. Piazza pure qualche maligno pallonetto in primo tempo, quasi con lo stile di Gioia. Quando imparerà pure a battere mandando la palla dove vuole lui e non dove capita capita avremo un signor giocatore. ATTOR GIOVINE. VOTO 7

    CRISTIANA: parte ripetendo a se stessa come in un mantra da monaco tibetano “lagaranoncontanientelagaranoncontanientelagaranoncontaniente….” poi come al solito, si ingarella e comincia con il vasto repertorio di urlate a giuocatori e Madonna di Civitavecchia. Però azzecca tutte le formazioni e vince comodo. Nota di merito per la scelta dei Capitani. AGONISTA. VOTO 7

    ALESSANDRO C.: nell’insolita veste di dirigente, fatica molto di più rispetto a quanto avrebbe fatto giocando, ponendosi come argine a tutte le ondate nostre, di Cristiana, di Giobbe e degli scatenati genitori torbellesi. COME PUO’ UNO SCOGLIO ARGINARE IL MARE. VOTO 8

    GLI INFORTUNATI: tifano, filmano, ridono, fanno spostare il bersaglio neonato e alla fine giocano pure a schiacciasette. QUASI GUARITI. VOTO 8

    E ora il vincitore del talent show, ancora una volta è lui:

    MAURO M.: ora non è più semplicemente il Capo Cazzaro.E’ il Capitan Cazzaro. La squadra affronta baldanzosa la competizione al grido di “Avvocato Capitano Avvocato Capitano!” e lui, come sempre non ci delude. Un primo set strepitoso, peccato per l’inesistente fuori banda fischiato dalla Madonna al suo miglior attacco della giornata. Ma è in panchina che si esalta, fino all’apoteosi del terzo set. Cialdella a stento cerca di trattenere l’invasione di campo di un’inferocita mamma torbellese, provando a placare gli animi. Ed ecco l’intervento risolutivo dell’Avvocato, che con la calma olimpica che lo contraddistingue, si avvicina ad Alessandro, sussurrando il giusto consiglio: ” ALESSA’, MA ANCORA PARLI? CHIAMA I CARABINIERIIIII!!!!” RISOLUTIVO. VOTO 10

  • PAGELLONE 1^ RITORNO

    A quanto pare la nostra gloriosa compagine mostra la sua vera natura più in trasferta che in casa. Dopo i “colpi di testa” di Torbella (cosa mi sono perso!), eccoci qua a commentare quella che negli annali della pallavolo mondiale sarà ricordata come “la corrida di Verde Montaña”. A las cinco dela tarde inizio gara: l’arena è quella del Sant’Ivo. Grossa affluenza di pubblico: sugli spalti dell’arena da segnalare la presenza della meravigliosa figlia del Professore, del grande Zangarone e soprattutto della coppia più fuori di testa del mondo, che stava per regalare il clamoroso numero a sorpresa del parto in palestra. Complimenti, auguri e non cercate uno bravo, rimanete pazzi balenghi perchè è così che vi amiamo. Presidente de la corrida una delle povere ragazze mandate allo sbaraglio e su questo argomento preferisco non esprimere apertamente il mio parere perchè tengo famiglia. Si comincia con il Tercio de varas: i picadores avversari ci stordiscono in battuta, tirando teso e flottante. Ricezione e difesa vanno subito a farsi benedire, a metà set cerchiamo di piazzare qualche cornata ma la squadra è in confusione. Uno a zero sotto. Parte il Tercio de banderillas: il copione sembra non cambiare, ma abbiamo segni di risveglio: migliora il muro, gli appoggi sono meno indecenti, ma, purtroppo, il presidente de la corrida si accanisce soprattutto con Lele, cui vengono fischiate almeno tre invasioni fantomatiche; finale thrilling, abbiamo pure un set point, ma le tre banderillas vengono ficcate impietosamente sul nostro groppone e soccombiamo 28-26. Secondo copione, ora dovrebbe cominciare il Tercio de muleta, che porta il matador a uccidere il toro. Ma il toro Controvento ha ancora una grande risorsa: la caciara. Infatti, vista anche la presenza contemporanea in campo dei poveri vecchietti, peraltro ben supportati dalle nuove leve, viene sciorinato un vastissimo repertorio di nefandezze, tra cui ricorderemo:

    il Carnevale di Rio, consistente nel festeggiare smodatamente tutti i punti soprattutto quelli manifestatamente persi;
    la Pañolada, consistente nella protesta sistematica e aggressiva nei confronti dell’arbitro;
    il Lancio della Lenza, consistente nel provocare gli avversari e, soprattutto, il pubblico, che abbocca sempre;
    il Palliatone, consistente nella minaccia o nel diretto passaggio a vie di fatto in caso di estrema necessità.
    Modestamente in ognuno dei citati fondamentali abbiamo dei cultori della materia, in taluni casi le Massime Autorità nel settore. Il risultato è stato il crollo emotivo della povera arbitra, che a cominciato a fischiare piangendo per colpa dell’effetto combinato di Cialdella, Miccoli e soprattutto Federico, il pacato scambio di opinioni di Gianmarco col pubblico, che aveva ovviamente abboccato alle provocazioni di Andrea. In questo frangente abbiamo apprezzato le doti tecniche di placcatore rugbistico di Lele, che, a fatica, ha contenuto il nostro Centrale da Battaglia. Le cornate decisive le ha date Gianfranco che ha cominciato a tirare di tutto perculeggiando il torero avversario, fino al crollo del matador nel quinto set, dove i comesefosseAntani hanno racimolato solo 4 punti. Io non so se dovremmo essere orgogliosi o se invece ci dovremmo vergognare. Sta di fatto che io mi sono divertito come un diciottenne al Cocoricò di Riccione.

    Veniamo al tanto atteso PAGELLONE:

    LELE: un primo set da incubo, in cui è rimbalzato come una palla matta su e giù per il campo cercando di dare un senso agli appoggi random che andavano ovunque tranne che in posto due. Poi ci si è messo pure il direttore de la corrida che lo ha puntato come un cane cirneco, portandolo alla depressione (vedi foto sul gruppo uozzap). Già giocare dopo l’inopinato incontro delle consuocere è dura, ma così è impossibile. PERSEGUITATO. Voto 6.

    LUCA: il suo ingresso avrebbe dovuto farci capire fin dall’inizio quale fosse l’arma vincente, ovvero buttarla in caciara. Con la sua personalissima tecnica del palleggio laterale ha mandato in tilt il muro avversario (e talvolta pure i nostri attaccanti), che non riuscivano a capire dove diamine andasse a finire la palla. Protagonista di una rimonta purtroppo non andata a buon fine. INCOMPIUTO. Voto 6.


  • ANDREA: parte malissimo nel terzo set, poi si scalda soprattutto per affinità al clima di battaglia. Nel quarto va in fiducia (anche grazie al supporto di Lele versione mental coach) e comincia a mostrare la sua vera natura ossia quella del vecchio rosicone, stuzzicando il pubblico. Poi, da buon democristiano, indossa le ipocrite vesti del paciere. La realtà esce nel quinto dove anzichè chiedere scusa per un punto fatto in battuta colpendo il nastro, esulta col pugnetto alla MacEnroe. DOROTEO. Voto 6.5

    GIANFRANCO: parte stranamente male, sembra affaticato: forse l’orario di gara troppo vicino ai tre etti di cacio e pepe a pranzo non aiuta. Poi digerisce e torna il solito martellazzo che tanto ci piace: ricezioni perfette, risoluzione da manuale della palla alta in 4, battute al fulmicotone e sberleffi agli avversari. FERNET BRANCA. Voto 7

    ALESSANDRO C.: soffre un po’ di schizofrenia da ruolo multiplo, soprattutto in difesa dove va in lettura, elegante modo per dire che si mette un po’ dove cacchio gli pare. Per il resto è brillante in molte fasi del gioco, in attacco, in ricezione e nella caccia all’arbitro ove eccelle. CACCIATORE. Voto 7

    FRANCESCO: anche lui è colpito dalla sindrome del ruolo multiplo, che gli induce perplessità più che schizofrenia. Il suo problema è che, paradossalmente, sa fare bene troppe cose e dunque ha l’iniquo destino di quelli che ai bei tempi si chiamavano Universali, ovvero tappare i buchi, magari partendo da fuori perchè non si riesce a prevedere quale sarà il buco più grande. Dato che è un grandissimo, si mette sempre a servizio della squadra e non pensa mai a se stesso, però l’inquietudine si capisce. POLIEDRICO. Voto 7.5

    FEDERICO: si vede che è uno che fa piangere le donne, e lo dimostra anche con la malcapitata abitante del seggiolone. Per il resto è nella classica terra di mezzo del giocatore che assume consapevolezza della suo forza: vorrebbe fare cose grandi in attacco, a muro e pure nella miglioratissima ricezione, perchè ha capito come si fa, ma la tecnica ancora non lo supporta pienamente. Ha in tasca l’anello del gran giocatore, ora serve allenamento, allenamento e ancora allenamento. FRODO BAGGINS. Voto 6.5

    ALEX: dà sempre l’impressione di uno che è capitato lì per caso, aspetta in difesa tipo turista alla fermata del bus panoramico. Poi però si accende e soprattutto in veloce, ma anche a muro, diventa devastante come un incendio. Ora bisogna lavorare un po’ sulla battuta perchè il risultato è già buono ma la tecnica della flottante è rivedibile. GRISU’. Voto 6.5

    SIMONE: partitone maiuscolo dell’oppostone: mai come in questo caso gli errori che ha fatto non contano rispetto alla sensazione che ha dato di dominare la gara in tutti i suoi fondamentali preferiti: attacco e battuta. Potente, preciso, presente, dà sicurezza al palleggiatore: anche se l’appoggio è brutto basta lanciare un piccione per aria e ci pensa lui a trasformare in oro tutto ciò che tocca. Seguo il suggerimento del Mandake e lo definisco RE MIDA. Voto 8

    MARCO: a proposito del Mandrake, sta tornando quello che preferiamo, astuto e maligno in attacco, sempre utile nei fondamentali bassi. Si tormenta per una battuta sbagliata, ma poi ne piazza una serie niente male. Gioca poco non per demerito suo ma a causa dell’imbarazzante stato di grazia di Simone. Comunque se gioca così il Mandrake è una garanzia. MASCHIO. Voto 6.5

    GIANNI: ancora una gara con alti e bassi, anche se stavolta sembra fare meglio in ricezione che in difesa (tranne il primo set dove affonda con tutta la barca). In difesa non riesce a trovare la giusta posizione, se pensa allo schema si trova nel cono d’ombra del muro, se legge il muro si incasina col terzo di rete che scende. Peccato perchè in allenamento ci mette l’anima e mostra segni di costante progresso. Conviene aspettarlo. GODOT. Voto 6

    CRISTIANA: mischia le carte con logica e freddezza, affidandosi all’esperienza di giocatori in grado di esprimersi in più ruoli. Nella bolgia ha il merito di non perdere la testa ma di calmare i bollenti spiriti facendo tornare la testa dei giocatori sulle cose da fare in campo. Bella prova di maturità del nostro coach. ALGIDA. Voto 7.5

    A furor di popolo la scelta del top player è scontata:

    GIANMARCO: di fronte a certe cose la capacità a muro, nel quale ha la tecnica migliore di tutti, gli attacchi sempre intelligenti, le battute ficcanti non contano. Rimane incisa nel marmo la frase che faremo stampare nelle magliette a fine stagione. Ecco il dialogo:

    malcapitato spettatore - “dopo parliamo”. Il nostro eroe – “No, dopo te meno!”

    Meno male che Lele è bravo a rugby…. EPICO. Voto 110 e lode

  • PAGELLONE 5^ ANDATA

    La medaglia, come noto, ha due facce: testa e croce. Testa: abbiamo ricevuto meglio del solito e contro una diretta concorrente tutto sommato un punto fuori casa può anche andare bene, anche perchè sono giovani e al ritorno potrebbero soffrire la maledetta palestrina del Nautico. Croce: troppa, troppissima fatica per buttare giù il pallone, una valanga di errori non procurati, soprattutto per murare chi non tirava e nel difendere (male) le buste di fave che ci lanciavano, un tie break buttato via negli ultimi 5 punti. Soprattutto troppa tensione latente in gara: abbiamo bisogno di portare anche in campo il grande piacere che abbiamo nello stare insieme. In ultimo una considerazione assolutamente personale. Ho sempre sostenuto che lo scopo del gioco non è nè vincere, nè divertirsi nè tantomeno partecipare. Si gioca solo per far vedere a tutti quanto sei fico. E se sei veramente fico ovviamente vinci, perchè perdere è da sfigati. Ergo, il colpo di sicurezza in battuta o l’attacco ad alta percentuale nei momenti topici della gara equivale, a mio avviso, a scoppiarla sempre e comunque. Meglio un sano fischione piuttosto che prendere il terzo quadretto tirando col braccino. Detto ciò, visto che le radio ci bombardano con le (terrificanti) canzonette sanremesi, il pagellatore non può esimersi dall’adeguarsi e sfornare caldo caldo il

    PAGELLONE MUSICALE

    ALESSANDRO C.: non c’è niente da fare, esce dalla porta e rientra dalla finestra. Non convocato, trova comunque il modo di giocare al posto di Gianmarco (che è veramente un’anima nobile, il motivo della sua assenza gli fa onore: chapeau). E visto che c’è gioca pure alla grande, con mezzo punto in più per aver cercato la riga in battuta su un set point e mezzo punto in meno per averla mancata. Il verso: in questi giorni impazziti – di polvere di gloria – e lo ripeto ancora – fino a strapparmi le corde vocali – ora che siamo qui – noi siamo gli immortali. GLI IMMORTALI di Jovanotti. VOTO 7.5

    LELE: non è fisicamente al meglio, eppure tiene botta con la solita fenomenale grinta, inventandosi pure un paio di conclusioni al bacio e con bacio al bicipite stile Nadal. L’entusiasmo di giocare in una palestra e non nella solita cripta lo porta ad alzare a banda dei campaniloni che mandano fuori tempo le nostre bande e consentono ai bimbi pavonesi di piazzarsi sempre a muro. Il verso: E poi, – più in alto e ancora su, – fino a sfiorare Dio… PIU’ SU di Renato Zero. VOTO 6.5

    FRANCESCO: sembra aver perso un po’ di convinzione. In seconda linea spadroneggia come al solito, ma davanti fatica a risolvere le alzate in orbita eliosincrona e, soprattutto, in battuta o sbaglia o addirittura rinuncia a tirare in salto. Il verso: Si può dare di più perché é dentro di noi – si può dare di più senza essere eroi. SI PUO’ DARE DI PIU’ di Morandi, Ruggeri,Tozzi. VOTO 6

    MAX: se non parte nel sestetto si deprime, e quando entra snatura il suo gioco cercando conclusioni piazzate e non la botta che ci piace tanto. Quando ricomincia a scoppiarla in diagonale è tutto un altro andazzo. In battuta idem: se tira piano, sbaglia. Il verso: Spara! Spara! Spara, Amore! – Ma non pensarmi più, – che cosa vuoi aspettare? SPACCACUORE di Samuele Bersani. VOTO 6

    GIANLUIGI: ancora una gara di grande concretezza, pochi errori e tanta ciccia, poche parole e tanti fatti. Non sente affatto la tensione della partita e in gara gioca molto meglio che in allenamento. Il verso: non sento niente no, adesso niente no – nessun dolore – non c’è tensione, non c’è emozione – nessun dolore. NESSUN DOLORE di Lucio Battisti. VOTO 7


  • MARCO: una gara storta può capitare, ma dietro al fare ironico e maramaldo del Mandrake c’è un perfezionista che non si perdona niente, esige da se stesso molto di più di quello che si aspetta dagli altri (per questo mezzo punto in più). Il problema è che se parte male arriva malissimo: attendiamo le paste. Il verso: E vorresti urlare – soffocare il cielo – sbattere la testa mille volte – contro il muro. PERDERE L’AMORE di Massimo Ranieri. VOTO 5.5

    FEDERICO: il suo momento è sintetizzato nell’errore in battuta sull’11-10 al tie break, dopo una serie di battute vincenti e una gara più che positiva . Deve trovare continuità e piena consapevolezza dei suoi enormi mezzi. Se giocasse tutti i palloni da vero fico (come in effetti è), non ce ne sarebbe per nessuno. Il verso: Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, – non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore. LA LEVA CALCISTICA DELLA CLASSE ’68 di De Gregori. VOTO 6

    ALEX: gioca una gara a parte rispetto alla partita. Comunque vada l’azione, lui prende e parte dritto per dritto, esplode nel salto e aspetta per aria. Poi se arriva la scoppia, altrimenti cavoli vostri. Per fortuna qualche volta è arrivata… Il verso: Volare oh, oh – cantare oh, oh – nel blu dipinto di blu – felice di stare lassù. VOLARE di Domenico Modugno VOTO 6

    ANDREA: stavolta fa il suo, ma è sempre tutto e il contrario di tutto. Una palla facile alzata ad minchiam e quella dopo difficile perfetta, una volta non difende una palla a un metro, poi difende la botta forte, chiede aiuto per una palla alta a due metri da lui e dopo chiama la palla a due kilometri e si scontra con il giocatore che era là vicino. Metterlo in campo è come giocare alla roulette: è proprio vero che l’età non porta il giudizio. Il verso: E’ un’incognita ogni sera mia… – Un’attesa, pari a un’agonia. – Troppe volte vorrei dirti: no! - E poi ti vedo e tanta forza non ce l’ho! MINUETTO di Franco Califano (cantata da Mia Martini) VOTO 6

    MAURIZIO: gigioneggia con i nipotini avversari sciorinando un vasto e assortito repertorio di zozzate, eseguite quasi fischiettando con sublime nonchalance. Raggiunge vette mistiche quando, sempre fischiettando, ignora due battute che cadono a venti centimetri dai suoi piedi, chiedendo poi alla panchina: “ma che devo pure ricevere?” Il verso: Vaco distrattamente abbandunato… – Ll’uocchie sott”o cappiello annascunnute, – mane ‘int”a sacca e bávero aizato… – Vaco siscanno ê stelle ca só’ asciute… LUNA ROSSA di Claudio Villa. VOTO 6.5

    GIANNI: l’infortunio gli ha fatto bene. Buona gara, anche se per fargli entrare in testa di ricevere mezzo metro più avanti Cristiana ha rischiato l’ictus. Preciso (quasi sempre) e ben piazzato. Il verso: una vita da mediano – con dei compiti precisi - a coprire certe zone - a giocare generosi – lì, sempre lì, lì nel mezzo – finchè ce n’hai stai lì UNA VITA DA MEDIANO di Ligabue VOTO 6.5

    CRISTIANA: stavolta non improvvisa cambi a sorpresa e ruota tutti i giocatori in una gara che ha previsto, giustamente, lunga e difficile. Ingaggia un duello rusticano con l’arbitro, che pensava almeno trenta secondi prima di assegnare il punto, festeggiando in anticipo sempre e comunque, tipo carnevale di Rio al sambodromo, e ordinando a tutta la panchina di fare altrettanto, facendo vibrare lingue di menelik e organizzando trenini stile veglione di capodanno. Il verso: Brigitte Bardot, Bardot – Brigitte beijou, beijou! – Lá dentro do cinema – Todo mundo se afobou! BRIGITTE BARDOT di Jorge Veiga. VOTO 7

    Oggi il Top Player è sul serio:

    GIANFRANCO: rappresenta l’anima della Controvento: sempre equilibrato e sorridente, compagno perfetto fuori dal campo e giocatore eccellente dentro, coraggioso ed efficace, sempre la giocata giusta, sempre la parola giusta. Gioca una partitona e non è un’eccezione. Il verso: Non parlerò – se non ne avrai bisogno – ma ci sarò – perché cosi mi sento, – accanto a te – viaggiando controvento. CONTROVENTO di ARISA. VOTO 9

  • 16 Feb 2016 PAGELLONE 4^ ANDATA

    Il compito del pagellatore può essere talvolta arduo e ingrato; non vi nascondo che il vostro affezionatissimo cronista ha nostalgia degli spazi infiniti della pampa e non sa da che parte cominciare. Allora partiamo dalla fine: abbiamo perso. E non abbiamo alibi: avversari giovanissimi (nati tra il ’99 e il 2000!!!), capaci, corretti e rispettosi, arbitra altrettanto giovane ma molto brava (ha fatto un errore a set, molto meglio di ciascuno di noi). Qualcuno forse ha sofferto di dover competere con ragazzi coetanei dei figli (forse dei nipoti…). La nostra squadra in quattro set ha fatto tutto e il contrario di tutto; forse quello che manca è proprio il giusto equilibrio, il giusto legame tra i fondamentali che si completano come le rime nelle poesie. E dunque come poetico auspicio di equilibrio vincente, oggi il pagellone sarà in rima baciata, stile Signor Bonaventura del Corriere dei piccoli…

    Qui comincia la sciagura / di una squadra da paura / che una sera di febbraio / combina un grosso guaio. / Colla squadra dei pischelli / iniziamo belli belli/ ma dopo un set di adrenalina / già è finita la benzina / e con grosso disappunto / non becchiamo neanche un punto.

    PAGELLONE (poetico)

    ALESSANDRO: la serata non è bella / per il povero Cialdella / che invero assai si stanca / su e giù da quella panca: / se a muro non raddoppia / il pischello te la scoppia / se riceve contro il tetto / non c’è spazio nel sestetto. TRANSUMANTE Voto 5.5

    FRANCESCO: negli appoggi e in ricezione / si comporta da campione. / In battuta qualche errore / che non è da Professore. / In attacco, cosa giusta / alterna canna e busta. / Guadagniamo più di un punto / quando fa il libero aggiunto. BALUARDO Voto 7

    GIANFRANCO: l’inizio è travolgente / in battuta è prorompente / prosegue senza smacco/ in difesa e nell’attacco, / anche se esce di un pelo / qualche botta in parallelo. / Si guadagna lode e onori: / finalmente il mani e fuori! GARANZIA Voto 7.5

    MAX: per il nostro pistolero / c’è un problema vero: / entra a gara cominciata / con la polvere bagnata. / Se la palla è corta e brutta / se la tira sempre tutta / ma la botta in diagonale / è letta dal centrale. MURATO Voto 5.5

  • GIANLUIGI: gioca un vero partitone / bene pure in ricezione! / In attacco è sempre astuto / sembra giochi sul velluto. / E’ presente e volitivo: / un esordio positivo. SICURO Voto 7.5

    FEDERICO: ce la mette sempre tutta / anche se la gara è brutta. / In attacco non si sente / ma a muro è ben presente. / Il problema è in ricezione / ma combatte da leone / con coraggio lui si impegna / per la gloria e per la …. pallavolo (non c’è la rima, direte voi. Meglio così, dico io). ARDIMENTOSO Voto 6

    GIANMARCO: come Achille piè veloce / lui fa il viso feroce / in difesa è come un gatto / ma il posto non è esatto: / se non è abbastanza corto / l’appoggio e malaccorto. / Ogni tanto esce di testa / e con l’arbitra protesta. SINDACALISTA Voto 6

    EMANUELE: si muove con destrezza / per mettere la pezza / ad appoggi e ricezioni/ sparate sui coglioni. / Il gioco lui comanda / ma è impreciso sulla banda, / invece è sempre tosto / quando alza sull’opposto. / Se la testa se ne va / lui richiama all’unità. LEADER voto 6.5

    MAURO P.: Non è facile giocare / se ti puoi poco allenare, / lui però non perde il filo, / tiene basso il suo profilo / pochi errori, concretezza / e gioca una bellezza. COSTANTE Voto 6.5

    ANDREA: alla fine delle lotte / quando ormai si è fatta notte / è chiamato alla partita / con il ghiaccio nelle dita / ma gli appoggi, e questo è il peggio / non permettono il palleggio. / Dopo un giro, un giro solo / cambia pure il ruolo. /Ancora un punto e, sorte amara, / è finita già la gara. FLASH Voto 6

    SIMONE: nel primo parziale / lui fa tanto male / al giovane centrale / con le botte in diagonale. / Ma poi quello capisce / e la murata ci colpisce / Se Cristiana lo rimbrotta / nel mezzo dalla lotta/ per l’appoggio non preciso / lui si annerisce in viso: / lei contesta il suo lavoro, / lui s’incazza come un toro (mezzo punto in meno). RIBELLE Voto 6

    CRISTIANA: certamente non è priva / di coraggio e d’inventiva: / la trovata originale / alla fine del parziale / è sempre un dubbio atroce: / è come testa o croce. / Sperimenta e va all’attacco / è come Carlo Cracco / ma se un piatto vuoi creare / è bene l’assaggiare: / per cambiar la Controvento / provalo in allenamento. MASTERCHEF Voto 6

    Sugli squilli delle trombe / il gran momento incombe / ecco a voi il migliore / d’ogni altro giocatore

    MAURO M.: Nel secondo parziale / non eravamo messi male / e proprio in conclusione / è chiamato per l’azione: / Mauro entra bello bello / per l’attacco da martello. / Lui va e ci fa la bocca / ma la palla non la tocca. / Perdiamo senza onore / e lui fa da spettatore. / In panchina si risiede / e il campo più non vede. / Ma non è l’ultima goccia: / dopo gara, tutti in doccia! / e, sorte sfortunata, / l’acqua si è ghiacciata. / Se di guai lui fa vendemmia / finisce che bestemmia! ICEMAN Voto 10 (a prescindere).

  • 29 Gen 2016 PAGELLONE 3^ ANDATA

    Gara inaspettatamente durissima quella che ha visto la nostra gloriosa compagine affermarsi sul filo di lana contro i giovani virgulti del DeMerode (o MoJerode che dir si voglia). Un 3-2 (15-13 al tie break) che ha messo a dura prova le coronarie del numeroso e appassionato pubblico presente. Che la gara fosse complessa lo si è capito subito, alla luce delle seguenti semplici evidenze:

    1. erano tutti armadi con età media 20 anni;

    2. erano guidati dal Mega Direttore Totale Arcangelo Capo Supremo di tutti gli Allenatori della Galassia (se passano in seconda chi prendono, Velasco?);

    3. l’arbitra.

    Ora io tengo famiglia e non voglio entrare nel merito, ma mi chiedo come sia possibile mandare allo sbaraglio una ragazzetta di 20 anni pure simpatica, per carità, che la pallavolo al massimo l’ha vista in televisione, con un’esperienza di ben 4 gare arbitrate nella vita, a gestire una gara di terza maschile open, pure di ottimo livello tecnico. E con in panchina il Velasco de noantri, che un po’ di soggezione forse la mette. La poverina alla fine del terzo set stava per abbandonare baracca e burattini per tornarsene a casa, e credo che nessuno avrebbe potuto biasimarla. Da un punto di vista strettamente tecnico, la direzione della gara è stata simpaticamente orientata al “fischio random”, ovvero decisioni a caso. Veniamo alla gara. Loro costanti, pulitini, scolastici e bene organizzati. Noi totalmente fuori di testa, zozzoni, altalenanti, nel casino più totale ma capaci di uscire dal baratro del 2-0 sotto e vincere la partita. Il che può anche essere divertente (a me le squadre come la nostra piacciono da morire), però con qualche limite. Anche perchè dobbiamo stare attenti alla sinusoide: prima gara 3-0, poi 3-1, ora 3-2. Che dobbiamo fare? Meglio fermare la curva e tornare indietro, anche perchè la prossima è con Albano che sono come il MoJerode, ma più forti.

    Detto ciò, ecco a voi il PAGELLONE.

    ALESSANDRO C.: uno dei pochi a fornire rendimento costante, con più alti che bassi, seppur impegato da martello e non nella da lui preferita posizione di centrale. Rimane sempre un Educatore stile Oratorio San Paolo e dopo aver piazzato una botta nei quattro metri al set point del quarto set, pronuncia la giusta frase ” E mo’ pija questa!” però a bassa voce. Mezzo voto in più. DECUBERTIANO. Voto 7.5

    FEDERICO: ci mette l’anima, ha un’indole da gladiatore, vuole incidere per il bene della squadra, dunque sta sempre in mezzo e intruppa continuamente con il povero palleggiatore. Dato che è pure grosso, il palleggiatore soccombe. Quando troverà più disciplina tattica diventerà un fenomeno, perchè ha mezzi fisici, buona tecnica e grande cuore. E pure delle gran belle scarpe… PREZZEMOLONE. Voto 6.5

    ALEX: gran bella gara del ragazzone nostro, sbaglia veramente poco, si propone e batte bene anche in momenti di grande pressione psicologica. Un po’ di lavoro sulla ricezione e siamo a posto. SOLIDO. Voto 7

    ALESSANDRO Z.: prestazione molto simile a quella di Federico, solo che Zangarone è pure più grosso. Difende come Cannavaro dei bei tempi: dopo il terzo recupero in una singola azione incassa un “BRAVO PAPA’!!!!” da un tifoso speciale, cosa che credo non abbia prezzo. APPAGATO. Voto 7

    FRANCESCO: non parte benissimo, però nel terzo set fornisce un esempio illuminante di perfetta gestione della pallaccia brutta a banda, sciorinando un vasto e prezioso repertorio di zozzerie utilissime alla causa. Ha l’ulteriore merito di calmare gli animi a protezione della poverina catapultata sul seggiolone. ZOZZONE Voto 6.5

    MAX: parafrasando la presentazione di Ferribotte nel film l’audace colpo dei soliti ignoti, “Max detto il pistolero, indove che è laconico, ma ogni volta che tira tàc, è ‘na sentenza”. Gara immensa. CASSAZIONE: Voto 8.5

    ANDREA: prestazione di difficile lettura nel primo set giocato dal nostro. Buone le scelte, ma impreciso sulle bande, pochi errori ma un erroraccio in un momento topico, come sempre litigando con la maledetta trave del tetto. In effetti si guadagna abbondantemente la pagnotta negli altri set, dove offre supporto psicologico gratuito alla povera arbitra, impedendone perlatro la fuga a metà gara. Mezzo punto in più. MENTAL COACH. Voto 6.5

    LELE: si danna l’anima per mettere una pezza a ricezioni e appoggi sciagurati, finendo al tappeto alla fine del quarto set, dove viene rianimato alla meglio da Andrea versione fisioterapista improvvisato. Nel quinto getta l’anima oltre l’ostacolo risultando decisivo per la vittoria. OMERICO. Voto 7.5

    MAURIZIO: difficile stabilire se siano stati più importanti i punti ottenuti in campo o i puntuali consigli dati dalla panchina, azzeccando sempre la previsione su quello che sarebbe successo nell’azione a venire. NOSTRADAMUS. Voto 7

    MARCO: il Mandrakone nostro ne combina di tutti i colori, alternando punti di rara astuzia a fischi maschi senza raschi…. però è sempre un elemento fondamentale, anche perchè ha sempre il sorriso giusto e riesce a sdrammatizzare il clima malgrado l’impegno sempre evidente che ci mette. PREZIOSO. Voto 6.5

    GIANNI: entra e esce, esce e entra, sempre con camminata flemmatica tipo Totò versione esistenzialista di Capri (… cicoria!!). La percentuale di doppi più supera quella dei meno meno, il problema è che non ha vie di mezzo. Comunque appare in costante progresso. MANICHEO. Voto 6.5

    CRISTIANA: forse sottovaluta un po’ la gara, però ha il merito di correggere in corso d’opera la situazione, sparando come un fuoco d’artificio il cambio-surprise che sarà oggetto del top player a seguire. TERZO FUOCHISTA. Voto 6.5

    Avrete già tutti capito che, meritatamente, il top player è

    LUCA: assiste per quattro set e mezzo alla partita in versione spettatore non pagante. Poi improvvisamente, gelato più che freddo, viene catapultato in battuta in un punto super decisivo dopo un time out. Non solo la mette e pure forte, ma a seguire sciorina il seguente numero fuorilegge: penetrazione in ritardo sul contrattacco, invasione di piede, doppia, invasione sulla rete, infrazione di seconda linea e PUNTISSIMO convalidato dall’arbitra random. Generale incazzatura dei pischelli del Mojerode che perdono la brocca e la gara. ILLEGALE. Voto 10


  • 17 Gen 2016 PAGELLONE 2^ ANDATA

    L’allegra brigata controventista riesce a inanellare la seconda vittoria consecutiva da tre punti, malgrado un clamoroso tentativo di suicidio, contro la “simpaticissima” formazione del decimo. Decimo come il commissariato Tuscolano; a ciò si aggiunga che la partita è stata una vera e propria gara thriller e, per finire, che siamo nel periodo degli Oscar… non ci si può esimere dunque dal rimanere nel tema cinematografico: e allora via con il PAGELLONE SPECIAL “NUOVO CINEMA CONTROVENTO”

    ALESSANDRO C.: già dall’inizio era chiaro che la serata non fosse normale. Infatti entra per sbaglio, a causa di un errore nella formazione scritta da Cristiana. La confusione aumenta con l’inopinato cambio di ruolo: da opposto vaga cercando di ricordare dove deve difendere; poi incappa nella simpatia dell’arbitra, che ricambia con passione, andando vicinissimo al cartellino prima di riaccomodarsi in panchina. Insomma, ricordando il suo tesserino, il film è ALLENATORE NEL PALLONE – CITAZIONE: “sei un cornutaccio arbitro, sei un cornutaccio!” VOTO 6

    GIANMARCO: per lui che la serata fosse storta era chiaro ancora prima dell’inizio. Infatti si becca al riscaldamento una pallonata in faccia tipo sinistro d’incontro di Tyson. Chiunque sarebbe andato KO, ma il nostro eroe è tipo tosto, con veri trascorsi pugilistici. Piazza colpi eccellenti e subisce batoste pesanti, tipo la battuta sotto la rete, a causa della quale ringraziamo anticipatamente per la fornitura di pastarelle speriamo abbondante. Alla fine resta in piedi e non può essere altrimenti, perché il film è ROCKY – CITAZIONE: “Adrianaaaaaaaaaa!!!!” VOTO 7

    ALEX: per lui la rincorsa e il tempo del primo tempo sono un problema, che risolve empiricamente accendendo i razzi a idrazina che ha nei quadricipiti femorali e restando per aria fino a che arriva la palla. La suddetta povera palla è dunque destinata ad essere scoppiata e inviata in orbita interplanetaria, mentre il nostro riatterra piano piano col suo fare timido ma deciso, da vero astronauta del volley. Il film è APOLLO 13 – CITAZIONE: “Houston, abbiamo un problema…” VOTO 7

    MARCO: è furbo come una volpe, il colpo mancino è sempre una sorpresa per gli avversari; gli piace scommettere e dopo il punto esibisce il “sorriso maggico”. Se la scommessa va male si blocca per qualche azione, ma la sfida è più forte di lui, altra alzata altra scommessa: botta, busta o nocchiata? Il Mandrake nostro ha mille risorse… Il film è FEBBRE DA CAVALLO – CITAZIONE: ” È un whisky maschio senza raschio!” VOTO 7

    MAX: silenzioso e implacabile: ricordiamo in tutta la gara un attacco a rete, un muro subìto, una battuta sbagliata e una cosa come venti punti tra attacco e battuta, con percentuali pazzesche e violenza inusitata. Basta che la palla sia anche di poco sopra la rete, lui tira fuori il winchester e spara. Se ci fate caso assomiglia pure un po’ a Clint Eastwood da giovane: il film è PER UN PUGNO DI DOLLARI – CITAZIONE: “Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile quello con la pistola è un uomo morto” VOTO 8

    FRANCESCO: il nostro Capitano è un punto di riferimento, riceve con precisione e porge l’altra guancia per difendere altrettanto efficacemente. Diffonde serenità e fratellanza, dunque viene chiamato dall’alto del seggiolone dall’arbitra per annunciare il Vangelo di pace all’inquieto pubblico: il novello Messia attraversa tutta la palestra camminando sull’acqua della condensa e placa gli animi degli astanti col suo Verbo. Il film è GESU’ DI NAZARETH – CITAZIONE: “beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” VOTO 7

    LELE: riesce sempre a trovare la soluzione logica, facendo sembrare facili cose in realtà complicate; solo un giocatore di grande forza interiore può entrare nel finale di un malaugurato set e piazzare quattro alzate perfette anche con appoggi tremendi: le manine d’oro sono spade laser con cui il nostro giovane Skywalker accarezza il molten lanciandolo in morbide traiettorie. Il film è GUERRE STELLARI – CITAZIONE: “Hey Luke, che la forza sia con te!” VOTO 7.5

    GIANNI: pronti via e subito due doppi più; poi tanti cambi di abito, alterna l’aspetto da affascinante miliardario con difese perfette a quello di goffa suonatrice di sassofono con ricezioni omicide del palleggiatore. Però c’è il lieto fine: tutto sommato è comunque la sua migliore prestazione dell’anno. Il film è A QUALCUNO PIACE CALDO – CITAZIONE: “Beh, nessuno è perfetto!”. VOTO 7

    LUCA: esordio complicato, entra nel secondo set con gli avversari in ascesa e le nostre truppe troppo convinte di vincere facilmente la guerra. Anche il quarto set non è facile, ingaggia una battaglia con la maledetta trave del tetto, poi, da vera anima rock, decide di battere i vietkong con le battute: la sua serie segna il set e la vittoria finale. Il film è GOOD MORNING VIETNAM – CITAZIONE “Goooood Morning Vietnaaaaam! Ehi, non è una prova questa, questo è rock-n-roll!” VOTO 6

    MAURIZIO: viene chiamato a giocare fuori ruolo, ma il nostro non perde la calma, francamente se ne infischia e mette la sua esperienza al servizio della causa; in ricezione fatica, ma si rifà abbondantemente in attacco e in battuta, sempre positivo, sempre ottimista. Anno dopo anno, è sempre il campione di incassi. Il film è VIA COL VENTO – CITAZIONE: “dopotutto, domani è un altro giorno” VOTO 6.5

    CRISTIANA: è indubbiamente in serata creativa. Parte subito sbagliando la formazione del primo set, poi nel secondo set mischia praticamente tutti ruoli alla ricerca del giocatore perfetto: un alzatore che ragioni da opposto con l’opposto che riceve da martello e un centrale che attacca da opposto. Tenta altre mosse chirurgiche, ad esempio alternando le bande da m1 a m2 e viceversa, ma sa che tanto, alla fine, con questa squadra si può fare… Il film è FRANKESTEIN JUNIOR – CITAZIONE “Siiii puòòòò faaareeeee!!!!” VOTO 6

    Prima di terminare occorre citare la presenza nel pubblico di Federico che col tutore al braccio sembrava Mastroianni nei Soliti Ignoti, nonché di Mauro e Andrea che seduti vicini ricordavano notevolmente la coppia dei vecchietti del Muppet Show. Passiamo al gran finale: per la coppia dei top player, immaginate la sigla della 20th Century Fox (papparapà – parapara papparapà…) e vai con il primo ciac della scena madre della gara, protagonisti

    GIANFRANCO & SIMONE: Gianfranco è il commissario Auricchio e Simone è l’agente De Simone (nomen est omen). Per la prima volta quest’anno De Simone si produce in una pazzesca difesa a terra, con tuffo doppio carpiato con triplo salto mortale in avanti e recupera una palla impossibile a beneficio del commissario Auricchio, cha a sei metri da rete piedi a terra tira un fischione che muore sul quarto quadretto della rete e si rivolge al tapino che ancora stava per terra dicendo: “ma non me la potevi mettere un po’ più alta?” Buona la prima e standing ovation! Il film è FRACCHIA LA BELVA UMANA – CITAZIONE: “De Simone, maledetto, quelli come te nella polizia americhena alla sedia elettrica li mandano!” VOTO 10 e lode

8 Gen 2016 PAGELLONE 1^ ANDATA

Il campionato di terza Divisione maschile della Controvento inizia con una vittoria per 3-0, ottenuta contro i comesefosseAntares. Il cammino è ancora lungo, è necessario tenere i piedi per terra e non lasciarsi andare a festeggiamenti esagerati, soprattutto in ragione dell’andamento della gara; la nostra squadra in effetti ha faticato ad affermarsi contro un avversario tosto, dando vita a un entusiasmante spettacolo di sport, con tutti i giuocatori Controventisti pronti a gettare il cuore oltre l’ostacolo, fulgidi esempi di coraggio, unione indivisibile di gruppo e superiori capacità pallavolistiche, ottenendo un risultato eccezionale, che sarà ricordato negli annali dello sport mondiale come archetipo di imperitura gloria che prefigura l’inevitabile trionfo!!

Primi due set faticosi, durante i quali oltre che contro l’avversario, la squadra ha dovuto combattere contro la condensa sul pavimento che ha reso alcuni tratti della gara più simili a holiday on ice che a una partita di pallavolo; terzo set in discesa malgrado il pattinaggio: la squadra si conferma potente in attacco e battuta (quando entra…), presente a muro e “migliorabile” in ricezione e difesa. Ecco a voi l’agognato PAGELLONE.

ALESSANDRO C.: gara difficile da interpretare per i centrali, oggettivamente poche le possibilità per i primi tempi, da murare non c’era un granchè. Occorreva limitare gli errori in attacco, aiutare la baracca in ricezione e battere bene: detto fatto, con mezzo punto in più per il primo tempo bulgaro del primo set. PUNTUALE 7

FEDERICO: vedi sopra, con in meno l’onere della ricezione ma in più una presenza fisica in attacco e a muro che ha spesso suggerito al palleggiatore avversario di evitare l’attacco al centro, talvolta scegliendo il maledetto tappetino (palletta di là sul secondo tocco). INTIMIDATORE 6.5

SIMONE: l’oppostone nostro va come un diesel, parte pianino nel primo set, alla ricerca dell’intesa con il palleggiatore, trova continuità ed efficacia nel secondo, mettendo per terra violenetemente un attacco dalla seconda linea in un punto decisivo, maramaldeggia nel terzo supportato da Lele. La panchina richiede a gran voce la battuta in salto sul match point ottenendo in cambio una flottante sul terzo quadretto. Mezzo punto in meno. PRUDENTE 6.5

ANDREA: fatica a trovare la misura sulle bande, e certamente non è aiutato dalla ricezione. Migliora alla fine del primo set, trovando discrete scelte nel secondo. I tappetini del palleggiatore avversario cadono dalla sua parte, anche perchè non si tuffa neanche se minacciato di morte. Essendo fondamentalmente un vecchio rosicone, restituisce il tappetino nel set point, con conseguente chiusura della vena e festeggiamento in faccia agli avversari al grido di “sono capace pure io!”. PROVOCATORE 6

GIANFRANCO: solido in ricezione, meno ficcante del solito in battuta, in attacco sciorina sapienza pallavolistica, mettendo a segno nel secondo set una parallela degna del Manuale Pallavolistico Universale Garzanti. ENCICLOPEDICO 7
FRANCESCO: degno Capitano di cotanta compagine (e non so se possa essere considerato un complimento), fornisce il consueto contributo fatto di efficacia e intelligenza pallavolistica, anche se zoppica nel fondamentale dove normalmente fa più male, ossia la battuta in salto. ACHAB 6.5

GIANNI: prestazione altalenante: fatica nel primo, sale nel secondo, riscende nel terzo, durante il quale ha un momento di black out da cui esce facendo tesoro delle indicazioni dell’allenatore e cercando di avanzare per ricevere in palleggio, meritando mezzo punto in più. ASCENSORE 6.5

MAURIZIO: decisivo nel primo set in cui entra fuori ruolo per piazzare le battute mortifere che uccidono il parziale. Nel terzo set gioca martello con una clamorosa prestazione in ricezione; mezzo punto in più per l’elegante maglietta termica rossa tipo Zeno Colò, e altro mezzo punto in più per come si avventa sulla povera bambina arbitra che più che la figlia potrebbe essere la nipote. STILOSO 8

MASSIMILIANO: pronti via, entra nel secondo set e sparacchia subito. In prima linea si ritaglia una zona di ricezione di 1 metro quadrato circa vicino alla riga, pensando unicamente ad andare a prendere la rincorsa. I palloni giocabili sono pochi e allora decide di alzarseli da solo, piazzando sei missili consecutivi in battura al salto iniziando e praticamente chiudendo il terzo set. AUTARCHICO 7

ALESSANDRO Z.: fa la voce grossa sotto rete facendo valere la prestanza fisica e arrivando sempre puntuale a muro, cosa che per un centrale è l’80 % del lavoro; in attacco ha poche possibilità , ma non sbaglia un pallone. PREPOTENTE 6.5

LELE: anche con una gamba sola è sempre un bel vedere, le manine sante riescono spesso a nascondere l’alzata, permettendo agli attaccanti alcune possibilità con muro a zero. In difesa l’infortunio lo limita, ma la prestazione è sempre da cerchietto rosso. GAMBADILEGNO 7

CRISTIANA: la gara perfetta. Tutti i giocatori (tranne l’infortunato Mauro) giocano almeno un set, time out chiesti al momento giusto e con indicazioni puntuali e la genialata del cambio per far battere Maurizio, grazie al quale abbiamo vinto il primo set (e probabilmente la partita) ISPIRATA 9

Obbligatoria la scelta del TOP PLAYER:

MAURO: è un esempio per tutti noi, è l’anima della squadra. Drogati ma torna presto. STACASAASPEETTAATTE 10

 

 

  • 23 Dic 2015 Pagellone n.4

    Facciamo progressi: con la squadra dell’orco e della morona (la versione pallavolistica della Bella e la Bestia) siamo passati dal 4-1 al 3-2. E questa è la metà piena del bicchiere. La metà vuota, che possiamo facilmente riempire, deriva dal nostro stare bene insieme. Non vi nascondo che il nostro è uno dei gruppi migliori in cui mi sia capitato di fare danni (sia come giocatore sia come allenatore); però, come è successo ieri, se la goliardia e il cazzeggio vanno a discapito della concentrazione saltano gli equilibri. In particolare la prima cosa che va a zampe per aria è la ricezione, che è il fondamentale più “mentale” di tutti. Da lì parte il circolo vizioso: i centrali non toccano una palla e si incazzano col palleggiatore, le bande sono sovraccariche di pallaccie inattaccabili e si incazzano col palleggiatore, il palleggiatore, che si sta facendo un mazzo a tarallo, non riesce manco a incazzarsi con i ricevitori perchè non ha più fiato manco per respirare, il libero si incazza da solo perchè vorrebbe risolvere lui la situazione ma non ci riesce, quelli che stanno in panchina si incazzano perchè vorrebbero entrare per poter aiutare la baracca, l’allenatore si incazza con tutti indistintamente e buonanotte. E in questa incazzatura generale non ci si diverte più e si perde. Aggiungiamo a buon bisogno che, proprio perchè è un gruppo favoloso, siamo una marea e nessuno ha la minima intenzione di lasciare. Ergo, o gloriosi e potenti atleti controventisti, occorre che ci diamo una regola: prima meniamo, poi festeggiamo.

    Detto ciò, ecco fresco fresco il pagellone Natalizio:

    MAX: alla fine della gara, malgrado il risultato, era contento come un bambino che scarta i regali sotto l’albero. E ne aveva ben donde: oltra alla consueta mole di bordate in attacco e a ottime serie in battuta, è stato uno dei pochissimi a ricevere con buone percentuali. Una garanzia. PIETRA ANGOLARE. Voto 7

    FRANCESCO: a sprazzi non si limita a giocare bene, ma va in trance agonistica: in un paio di azioni ci mancava che oltre a ricevere difendere e attaccare provasse ad alzarsi da solo. Talmente fomentato che prende sul serio Cristiana che, in un attimo di confusione, lo chiama a giocare come centrale. Dopo un momento di panico, indossa la camicia rossa e al grido di “obbedisco!” si prepara a muri e primi tempi. Per questo, mezzo voto in più. GARIBALDINO. Voto 7.5

    GIANNI: certe volte il fascino, lo charme e il magnetismo non portano vantaggi. E’ evidente che la morona si innamora pazzamente di lui e continua a lanciargi segnali di interesse, primo tra tutti battendogli addosso bordate tipo cannone navale da 460 di calibro. Da vecchio ganimede, lui ne approfitta evitando di ricevere per incoraggiarla. Comincia però ad avere qualche perplessità quando pure l’orco inizia a sparacchiargli contro… Il triangolo no, non lo aveva considerato… LATIN LOVER. Voto 5.5

    FEDERICO: la prestazione in ricezione annulla ogni possibilità di attacco al centro. A muro non la struscia molto e, dunque, cerca di rifarsi in battuta. Una traversa così clamorosa non la si vedeva dal tiro di Zambrotta ai supplementari di Italia-Germania! CAMPIONE DEL MONDO. Voto 6

    MAURIZIO: A un certo punto ha la tentazione di mettersi a ricevere e con signorile nonchalance fa un paio di passetti dentro al campo, creando un’ulteriore zona di conflitto con il tartassato libero…. In attacco, le poche volte che è chiamato, risponde sempre positivamente. COSTANTE. Voto 6.5

    EMANUELE: nel primo set i pochi palloni ricevuti sono dei missili terra aria scagliati ad altezza gengive. Cerca di smistare come può, ma inevitabilmente perde in precisione. Nell’altro set come alzatore prende in mano la bacchetta e dirige l’orchestra con maestria. Per quanto riguarda il set giocato da libero, chi vi scrive è in evidente conflitto di interessi, essendo una delle riserve del nostro; dunque per correttezza, sospendo il giudizio. Posso solo notare come DA LIBERO GIOCA BENISSIMO, DA VERO FENOMENO E SAREBBE FOLLE NON CAMBIARGLI RUOLO SUBITO PER IL BENE DELLA SQUADRA!!!!! LIBERO FOREVER. Voto 8.5 (media del 7 come alzatore e del 10 come libero)

  • LUCA: la ricezione non lo aiuta e lui comincia a perdere la posizione in campo, costringendo Cristiana a inopinate invasioni di campo per rimetterlo al posto. Quando inizia a concentrarsi sulla posizione perde un po’ di precisione nel palleggio, sopratutto a banda. Peccato perchè le scelte spesso sono giuste. GPS. Voto 5.5

    ALESSANDRO C.: non c’è niente da fare, una volta perchè arriva tardi, un’altra perchè deve sistemare la rete, un’altra ancora perchè lo cercano al telefono o incontra qualche avversario in vena di chiacchere, alla fine il riscaldamento lo salta. E per un giovincello come lui la cosa non è salutare; neanche per noi a dire il vero, perchè, ad esempio, nel primo set sarebbe servito come il pane. Sempre lucido, riceve benino e, come tutti i i centrali, fa su e giù dai tre metri alla rete come l’acqua nel tubo senza vederla praticamente mai. A banda, molto bene. FREDDO. Voto 6

    ALESSANDRO Z.: a muro è un treno, per come si avventa sia sulla palla sia sulla malcapitata ala di turno, che spesso viene travolta dall’orient-express travestito da centrale. In questo caso, talvolta, la scelta di murare sulla parallela e non, come da indicazione di Cristiana, sulla diagonale, è fatta dal giocatore di posto 2 per evitare l’impatto col locomotore. Comunque buona prova. FRECCIAARGENTO. Voto. 6.5

    MAURO: vedasi Cialdella per il riscaldamento; comunque entra concentrato, scegliendo di ripulire le ricezioni non impeccabili con alzate precise, scegliendo la soluzione più logica, anche se talvolta scontata. Si toglie pure lo sfizio di un tappetino omicida, con annesse giustificate minacce dell’allenatore avversario. ILLEGALE. Voto. 6.5

    GIANFRANCO: non sembrava al 100% della forma, ma, malgrado ciò, ha sempre la testa giusta e la mano pesante. Anche lui soffre troppo in ricezione, ma è uno di quei giocatori che danno tranquillità alla squadra, per rendimento e per positività. Se lo vedessimo pure un po’ più spesso agli allenamenti della maschile saremmo felici, anche perchè è uno degli elementi cardine per l’unione del gruppo. COLLANTE. Voto 6

    ANDREA: ha qualche difficoltà ad entrare nel quarto set perchè non riesce a liberarsi dei pinguini che lo circondavano in panchina. Poi ha tre fortune: la prima è che gli avversari si addormentano nei primi scambi, consentendogli di corricchiare su e giù per togliere il ghiaccio dalla divisa. La seconda è che imbrocca clamorosamente la prima alzata a banda con annessa cannonata di Max. La terza è che gioca nel set che ha visto l’esordio di Lele da libero, e Lele DA LIBERO GIOCA BENISSIMO, DA VERO FENOMENO E SAREBBE FOLLE NON CAMBIARGLI RUOLO SUBITO PER IL BENE DELLA SQUADRA!!!! (repetita iuvant). La fortuna aiuta gli audaci: mezzo punto in più. GASTONE. Voto 6.5

    MARCO: rispetto a quanto di bello fa vedere in allenamento in gara sembra avere il freno a mano tirato. Da anima generosa quale è, tenta un’azione decisiva per poter fornire pastarelle per almeno un mese, ma purtroppo il nastro (inferiore) della rete intercetta la sua battuta. Salva la serata con un nocchiata geniale che atterra sul posto 1 avversario. NOCCHIERE. Voto. 6

    CRISTIANA: non sa se arrabbiarsi o prenderla a ridere; non sa se continuare con le amichevoli con 30 persone o fare solo allenamenti; non sa se è meglio rispiegare le cose o entrare direttamente in campo per spingere la gente a mani nude; non sa se variare gli allenamenti o imporre 106 ore di ricezione a tutti. Fare l’allenatore di questi ragazzacci è dura. Essere o non essere…. AMLETICA. Voto: 6.5

    Tutti pronti per il top player? Allora VIA!

    GIANMARCO: che ci fosse qualche cosa di strano lo avevamo capito fin dal riscaldamento. Il nostro eroe, di solito solare e sorridente, sembrava nervoso, parlava tra sè e sè; qualcuno pare abbia sentito “bushido”, altri “seppuku”… Non capivamo. In gara la sensazione si consolidava, qualche errore, l’atteggiamento di chi sembrava fosse in attesa di qualcosa, di un momento propizio… E, finalmente, eccolo! difesa difficile, qualcuno alza la palla staccata verso il posto 3. Gianmarco che stazionava tra il 5 e il 6 capisce subito che è la sua occasione. Con gesto rapido estrae la katana e si avventa urlando BANZAIIIIII!!!!!! Infrazione di seconda linea, trattenuta, invasione, palla a rete, sfondamento sull’esterrefatto centrale di prima linea e tentativo di azzoppamento del malcapitato avversario a muro! Tutto in una azione! SAMURAI. Voto: 十 (aiutino: è l’ideogramma del numero che in giapponese si chiama juu)

  • 16 Nov 2015 Pagellone n. 3

    Impegnativa amichevole per la gloriosa compagine della Controvento, che ha affrontato una squadra che, seppur partecipando a tornei non federali, appariva di livello perlomeno nazionale. Basti pensare che, tra gli avversari abbiamo riconosciuto Travica travestito da donna con una fluente parrucca corvina e l’orco Shreck travestito da opposto. Il risultato finale ha premiato gli ospiti per 4-1, ma i nostri eroi non hanno demeritato. Ecco il dettaglio nel consueto PAGELLONE.

    GIANFRANCO: Conferma di avere fantasia e mano pesante in attacco, ma riceve e batte con minore efficacia rispetto alla prima amichevole. Subisce un’inopinata umiliazione quando viene spedito in panca per far battere Cialdella al posto suo: per questo mezzo punto in più. MALTRATTATO. 6.5

    MAX: Il Pecos Bill del Nautico ha un’idea binaria della pallavolo. Si accende in prima linea e in battuta, sparacchiando sempre che è una bellezza, poi si spegne nel giro in seconda, recuperando forze ed energia per il giro successivo in attacco. TRANSISTOR. 6.5

    ALEX: Sembra ancora un po’ spaesato, si propone poco in attacco, soprattutto non ha ancora definito bene la rincorsa del primo tempo, che termina o troppo vicino o troppo lontano dal palleggiatore e spesso saltando troppo vicino alla rete. Peccato perchè va su come una molla e ha pure un bel braccio. LAVORI IN CORSO. 6

    ALESSANDRO: Lampi di classe pura in attacco, con nuova riproposizione del colpo bulgaro, e battuta maramalda, anche a danno del povero Gianfranco. A muro spera sempre che la sua ala muri praticamente a due metri dalla banda sennò non arriva a raddoppiare. SAETTA. 6.5

    ANDREA: schierato clamorosamente titolare, tenta di mettere le pezze a una serie di terrificanti ricezioni sparate a 300 orari ad altezza zebedei. Ne fa le spese l’opposto, e meno male che non c’era Mauro Monaco altrimenti il citato alzatore non usciva vivo dalla palestra. Per l’ennesima volta costretto a panza per terra per alzare, decide di rimanerci e alza la mano per arrendersi: così facendo difende casualmente un attacco guadagnandosi mezzo punto in più. BANDIERA BIANCA. 6.5

    SIMONE: passa il primo set da spettatore non pagante e, come tutti gli opposti che ricevono 2 palloni fetenti in un set, si demoralizza. Ha il merito di risalire nei set successivi, mostrando qualcuno dei suoi gran colpi mancini, soprattutto cercando la parallela dal posto 2. In battuta ci si aspetta un po’ di più. IGNORATO. 6

    GIANNI: in difesa ricorda il giaguaro Castellini (qualcuno spieghi chi è ai ventenni che abbiamo in squadra…), cercando il tuffo carpiato anche quando potrebbe fare un mezzo passo in più. Però l’effetto è tutta un’altra cosa! In ricezione alterna doppi più ai citati tentativi di evirazione del palleggiatore. ACROBATICO. 6.5

    EMANUELE: centellinato causa infortunio dal Coach, si presenta al folto pubblico con un recupero al limite dell’impossibile togliendo praticamente la palla dal muro della palestra. Poi come al solito: preciso, logico, autorevole. UOMO RAGNO 7

    MAURO: se fosse un calciatore sarebbe il perfetto acquisto per chi gioca a fantacalcio; rendimento costante, ampia sufficenza sempre garantita, bravo in tutti i fondamentali, niente di eclatante ma errori sempre ridotti al minimo. FANTAPALLAVOLISTA. 6.5

    MAURIZIO: diverte e si diverte, ecco il segreto della sua esemplare longevità sportiva. Col sorriso (mi veniva da dire con gioia, ma la battutaccia era banale) e apparentemente senza sforzo trafigge sempre il muro a due avversario alternando parallela, diagonale e qualche sacrosanta busta, che non fa mai male. LANCIABUSTE. 7

    ROBERTO: lui sostiene di aver giocato a pallone prima di dedicarsi al volley, ma la rincorsa in terzo tempo e le scarpe nike jordan fanno pensare alla NBA. Attacca piano ma astuto e gattoneggia felino come al solito in difesa. LEBRON. 6

    GIANLUIGI: gioca un set praticamente perfetto, attaccando benissimo come sempre, ma difendendo e sopratutto (novità!!!) ricevendo con precisione e continuità. Poi il set dopo decide di far entrare il fratello gemello e non imbrocca più un bagher neanche per sbaglio, giocandosi il titolo di top player che avrebbe meritato. GIANO BIFRONTE. 6.5

    GIANMARCO: ancora a corto di allenamento, sbaglia qualcosa di troppo, soprattutto in battuta, però è decisamente il centrale più affidabile a muro; legge sempre in anticipo le intenzioni di Travica travestito da femmina, ed è l’unico che salta col giusto ritardo rispetto all’attaccante. Riesce pure a mettere un godurioso chiodo con muro a uno a Shreck. MURATORE. 6.5

    CRISTIANA: comincia a pretendere qualcosa di più dalla squadra, e ha ragione, perchè col compitino la terza non si vince. Si concentra sulle indicazioni tecniche più che sulla tattica, e pure qua fa bene, perchè tutte le vittorie partono dai fondamentali. Si arrabbia molto sulle battute sbagliate, prendendosela con Gianfranco e qui fa male (mezzo punto in meno). SEVERA 7.5

    E ora attimo di suspense prima della pagella del TOP PLAYER

    FEDERICO: ha una grinta rabbiosa che mostra non a parole ma cercando il punto con tutte le sue forze. Inanella una clamorosa serie di battute in salto, senza mai accontentarsi ma tirando sempre per fare il punto senza sbagliare. Dà coraggio a giocatori molto più anziani ed esperti di lui con l’esempio di chi non si arrende mai. FOMENTATO. 8.5

  • 4 Nov 2015 Pagellone n.2

    Scandaloso al Nautico! La nostra gloriosa compagine viene clamorosamente derubata di una strameritata vittoria; si profila una vera e propria pallavolopoli. Ma ecco i fatti: già al riscaldamento ci venivano consegnati palloni simili a quelli soliti, ma in realtà pesanti 2.5 Kg e rivestiti di puntine da disegno; la Controvento è stata costretta a giocare tutta la gara nello stesso campo, non solo Controvento ma pure controsole, col campo in salita e il tetto più basso di 2 metri rispetto al terreno di giuoco avversario. Senza poi parlare dell’incredibile arbitraggio perpretato da un losco figuro vagamente somigliante al nostro palleggiatore titolare. In attesa che la giustizia sportiva faccia luce sull’incresciosa serata, il risultato ci vede soccombere per 4-1, sconfitti da una squadra di cui non conosco il nome; a giudicare dall’aspetto dei suoi giuocatori ritengo possa trattarsi dell’ASD Dopolavoro Bagnini di Torvajanica. Ma ecco il tanto atteso PAGELLONE:

    MAX: il fatto di aver militato nel Dopolavoro Bagnini gli dà particolare motivazione; qualche piccola amnesia in ricezione, ma sparacchia che è un piacere sia da 4 sia da 2. La sua postura fiera e altera, modello “ho appena finito di mangiare la scopa”, non deriva dal fomento ma dal mal di schiena. STOICO. 6.5

    G.LUIGI: litiga tutta la partita con la ricezione; peccato perchè in attacco fa sempre il suo, tirando giù anche roba corta bassa e brutta. Le zone di conflitto aperte con l’altro martello nella terribile fase 5 avrebbero permesso l’esodo del popolo ebraico nel mar rosso. MOSE’. 5.5

    FEDERICO: la gara non era certamente adatta a far risaltare le sue doti, con lui in campo i Bagnini non attaccavano e la serata no dell’accoppiata ricettori-palleggiatori non gli ha fatto arrivare una palla decente. TURISTA PER CASO. 6

    GIANMARCO: uno dei pochi a salvarsi nel naufragio generale; gli perdoniamo l’erroraccio nell’ultimo punto del 5° set, assegnando mezzo punto in più per la ricerca affannosa della valvola della palla prima di battere, come si faceva negli anni ’80. VALVOLARE. 7

    ANDREA: crede di giocare ancora con l’amatoriale mista e si ostina a palleggiare come se la rete fosse a 2.35. Quando cerca di alzare di più ottiene come risultato la caduta di calcinacci dal soffitto. DEMOLITORE 5

    SIMONE: se l’oppostone dà il meglio della sua gara come martello nella fase di ricezione, vuol dire che Houston, abbiamo un problema… Si becca pure un chiodo atomico dal bagnino lampione. Merita le attenuanti del caso viste le alzate ma sappiamo che può fare mooolto meglio. INCHIODATO. 5.5

    GIANNI: dopo solo un paio di allenamenti viene catapultato in gara nel ruolo più delicato (per come la vedo io il più importante). Ci mette grande voglia e ottima tecnica, ma raramente trova la giusta posizione; troppo lungo in difesa, troppo corto in ricezione, si perde nel bosco della seconda linea. CAPPUCETTO ROSSO. 6

    ALESSANDRO: entra senza scaldarsi, praticamente a freddo e raramente riesce a incidere a muro e in ricezione. Cerca di animare la serataccia esibendosi nel numero a sorpresa dell’attacco a bilanciere, come faceva la nazionale della Bulgaria negli anni ’70, guadagnandosi mezzo punto in più. BULGARO.6

    SIMONE: l’aspetto da moschettiere del re in elegante braga lunga contrasta con una certa timidezza, non si propone in attacco come invece potrebbe, perchè ha mezzi e forza. Batte bene e raddoppia a muro con precisione. ARAMIS. 6

    FRANCESCO: più impreciso del solito, contribuisce al tentativo di abbattimento della palestra, accanendosi sui muri perimetrali con battute al salto leggermente fuori misura. Anche lui entra a freddo e probabilmente già febbricitante, dunque mezzo voto in più. INFLUENZATO. 6

    LUCA: all’esordio da palleggiatore, entra dopo Andrea e dunque pensa che sia una strategia della squadra quella di alzare sotto il livello del mare. Poi si accorge dell’equivoco e migliora. IN PROGRESS. 6

    MAURO MONACO: per un numero imprecisato di volte consecutive, in fase due, passeggia da posto 5 a posto 1 in attesa di un’alzata per l’attacco in seconda linea che non arriverà mai. Gli mancava solo di portare tre pizze a quelli in panchina. Avendo notoriamente la miccia corta, tutti eravamo in attesa dell’esplosione; per fortuna riesce a ricevere un paio di alzate in quattro e a scaldare la manona. DISOCCUPATO. 6

    MAURO: forse il migliore tra i palleggiatori, fa il minimo sindacale ma limita gli errori e la squadra in attacco respira. BOMBOLA. 6.5

    CRISTIANA: capisce subito che non è serata e, saggiamente, non infierisce. Ruotare 14 giuocatori non è roba facile: si inventa anche un clamoroso doppio palleggiatore al 5° set. Temiamo tutti il vendettone al prossimo allenamento. CAOS CALMO. 7

    LELE: riesce nell’impresa di non dare la palla agli avversari dopo un nostro cosmico errore di formazione con annesso quarto d’ora di dibattito. SPUDORATO. 8 (torna presto please).

    E ora lo strameritato titolo di MVP va a:

    ROBERTO: l’apparenza inganna, e non è un luogo comune; entra in campo un po’ come se fosse capitato per caso, lentamente, con fare pigro e rilassato. Poi balza felino in difesa, recuperando palloni impossibili da vero supertelegattone del volley. Anche in attacco non sbaglia un colpo. OSCAR. 10

  • Esordio col botto ...

    La Terza Divisione Maschile ControVento schianta per 3-1 (veramente 3-2 ma il quinto non vale), la blasonata formazione di seconda Divisione ospite.

    Caldo caldo vi sforno il primo PAGELLONE della stagione (ordine dei nominati assolutamente casuale tranne l’ultimo).

    ALESSANDRO C.: zompa come un ventenne, batte sagacemente e elargisce saggi consigli. Qualche errorino in attacco, ma i palloni pesanti li butta tutti giù. GRILLO PARLANTE voto 7

    LELE: svolazza leggiadro come l’aquila che ha sui calzoncini, alza preciso variando bene il gioco. La sua battuta (al salto? salto float? riso al salto? Boh!) rimane un rebus irrisolto per i ricevitori avversari. RAPACE voto 7,5

    SIMONE: bombardiere pesante, si distingue nell’ampia rotazione degli opposti per violenza e precisione. Impressionante quando smolecolizza il molten per farlo passare in mezzo alle mani del muro a due avversario. B52 voto 7,5

    LUIGI: malgrado condizioni fisiche precarie, mostra grande sicurezza sia in ricezione sia in attacco, sbagliando poco e giocando bene con continuità. AFFIDABILE voto 7

    FRANCESCO: condensato di intelligenza pallavolistica, il professorone nostro è una garanzia in tutti i fondamentali. MAGISTRALE voto 7,5

    FEDERICO: migliora di giorno in giorno, fisicamente è una branda. Soprattutto ispira a Mauro il migliore “gesto tecnico” della serata (vedi pagella del Top Player). SUPER voto 7

  • ANDREA: cerca di nascondere lo stato di anossia cerebrale da fatica con qualche giochetto di prestigio da vecchio illusionista: ben riuscito il su e giù per Francesco con annesso cazziatone dell’ignaro Alessandro. SILVAN voto 6,5

    MAX: è il sogno di ogni palleggiatore; la sua personale teoria sull’attacco in 4 è la seguente: palla alta – la sparo; palla tesa – la sparo; palla corta – la sparo; palla bassa – la sparo. PISTOLERO voto 7

    ALEX: come Federico, ha margini di miglioramento siderali. Qando accende i propulsori sui bicipiti femorali esce a muro con le ascelle. SPACE SHUTTLE voto 7

    GIANFRANCO: per la delizia del pubblico pagante, sciorina una serie clamorosa di soluzioni in attacco una più astuta dell’altra. SHOWTIME voto 7,5

    MAURIZIO: arriva l’alzata, lui apre il file e risolve la situazione sempre con il miglior attacco possibile. Non perde un colpo neanche quando passa inopinatamente a banda. CIBERNETICO voto 7

    ROBERTO: generoso, non si risparmia soprattutto in difesa, recuperando in tuffo un paio di palloni già praticamente caduti. VOLITIVO voto 7

    CRISTIANA: ruota sapientemente tutto il parco atleti, fornendo utili e pacati consigli, soprattutto nei momenti in cui si scorda di essere pure l’arbitro fermando il gioco per lunghi minuti. POLIVALENTE voto 7,5

    E ora rullo di tamburi per il

    TOP PLAYER

    MAURO: la classe non è acqua; al di là della manona sempre pesante e della sicurezza in attacco, offre la perla della serata allorquando, dopo il secondo recupero consecutivo in tuffo carpiato con doppio avvitamento, esprime grabatamente a Federico come sia in effetti più opportuno che la difesa fosse a carico del giuocatore più vicino alla palla. E porca puttana! EPICO voto 10